UN ALTRO PAESE…UN’ALTRA SCUOLA
La scuola in Afghanistan di Alì Ahmadi L’Afghanistan è una realtà difficile…e anche andare a scuola è difficile. Non ci sono scuole in tutti i villaggi, le uniche presenti sono lontane e non ci sono mezzi di trasporto per raggiungerle, bisogna muoversi a piedi. Nelle scuole non ci sono né banchi, né sedie, si sta per terra o ci mette su dei tappeti. Quando gli allievi sbagliano i professori li picchiano e nessuno può dire niente. E’ molto difficile imparare in quelle condizioni. In Afghanistan quando si torna da scuola bisogna lavorare; alcuni ragazzi non possono nemmeno andare a scuola perché i loro genitori vogliono che lavorino. In Afghanistan studiavo, oltre alle materie base, la letteratura religiosa. In alcuni villaggi si studiavano un po’ altre lingue, ma non in tutti. Ci sono tante differenze tra la scuola in Afghanistan e la scuola italiana: in Afghanistan le regole sono molto più rigide, è considerato gravissimo non rispettare gli insegnanti e le regole. Da noi c’è un proverbio che dice “L’insegnante a scuola è come il genitore a casa”. In Italia non è così, i ragazzi a scuola possono dire quello che vogliono e certe volte dicono cose sbagliate. In Italia troppo spesso si manca di rispetto agli insegnanti, ma in Afghanistan essi vengono rispettati solo per paura. Io preferisco l’Italia, è giusto che gli studenti possano dire quello che pensano, che possano anche protestare. In Afghanistan ho potuto studiare poco purtroppo, infatti nel mio paese quando c’erano i Taliban c’erano tantissimi problemi. In tante regioni e villaggi non c’erano scuole e non avevamo insegnanti, studiavamo solo il Corano con degli uomini di religione. Fino a poco tempo fa l’80% delle persone era analfabeta, adesso spero che le cose siano migliorate e che andare a scuola sia più facile. La scuola in Burkina Faso di Kabore Henri Joel Nel paese dove sono nato, il Burkina Faso, dal primo all’ultimo anno delle elementari (che duravano 6 anni) ho avuto un maestro unico per tutte le materie. La prima regola era: se non studi, vieni picchiato (veniva usata una specie di frusta). I genitori stessi dicevano al maestro di fare così se non facevamo i compiti o ci comportavamo male. In generale nel mio paese esistevano due tipi di scuole: pubblica e privata. Nelle scuole private gli alunni venivano puniti, ma non picchiati, queste scuole però sono molto costose e non tutti possono andarci. Nelle scuole private poi ci sono meno allievi per classe, al massimo 35, e hanno a disposizione circa 6 maestri,invece in quelle pubbliche ci sono anche 60 studenti in una sola classe e con un solo maestro. Mia sorella ha frequentato la scuola privata, io invece sono andato alla scuola pubblica, ma non mi è dispiaciuto perché tutti i miei amici ci andavano. Io non avevo il libretto personale per le assenze o i ritardi come si usa in Italia, semplicemente se arrivavo in ritardo le prendevo! Io sono rimasto lì fino alla prima media. Alla scuola media avevo tanti insegnanti diversi, uno per ogni materia, le classi erano sempre molto numerose (circa 60 persone) e si studiavano tutte le materie di base come in Italia. Alla scuola media ho iniziato ad avere i primi libri, alle elementari infatti non avevamo i libri, ma copiavamo quello che il maestro scriveva. Con l’inizio delle medie sono finite le “botte”, alle medie se sbagliavamo non ci picchiavano come alle elementari, ci punivano soltanto. La scuola italiana ha tanti difetti, ma anche un grande pregio: gli studenti vengono rispettati come persone, non è normale picchiare chi sbaglia, e, secondo me, dà anche più possibilità ad un ragazzo di realizzare i suoi sogni perché considera gli studenti anche in quanto persone, non solo come scolari a cui dare voti o punizioni. La scuola in Albania di Marian Gjergjaj, Frroku Ndue e Frroku Christian In Albania dai 6 ai 14 anni (da quest’anno fino ai 15) si frequenta una scuola che è l’equivalente delle scuole elementari e medie italiane messe insieme. Poi si va alla scuola superiore che dura 4 anni e ha vari indirizzi. Nel nostro paese i professori a scuola erano molto severi, se ci si comportava male venivano subito avvisati i genitori e si veniva sospesi. Non venivano date note disciplinari, ma voti per i comportamenti: un cattivo comportamento equivaleva ad un brutto voto. Le materie erano molto difficili e gli insegnanti poco disponibili. Certi docenti facevano tante assenze ed erano proprio disinteressati. Qua in Italia è più facile parlare con gli insegnanti e questo rende più facile anche studiare. In Albania nel mondo della scuola c’era molta corruzione e poteva capitare, soprattutto alle superiori, che i genitori dessero soldi o facessero regali ai professori per comprare la promozione dei figli. A volte gli stessi allievi lavoravano il pomeriggio e usavano i soldi guadagnati per comprarsi da soli, senza l’aiuto dei genitori la promozione. Nella scuola italiana ci sono molti più controlli, se si sta assenti o si è in ritardo bisogna portare la giustificazione nel libretto personale, invece in Albania gli studenti non hanno questo libretto e nessuno li controlla, se si sta assenti ci si giustifica a voce con l’insegnante che coordina la classe. In Albania ci sono scuole private e scuole pubbliche, in generale la scuola privata funziona meglio, gli studenti sono più seguiti e controllati. Noi abbiamo studiato nella scuola pubblica che, come dicevamo ha parecchi problemi, ma una cosa positiva era che si studiava molto bene la storia e si facevano 2-3 volte all’anno delle gite interessanti in posti storicamente importanti. La scuola in Marocco di Lebrini Said, Zeroual Soufiane e Najid Hamid
In Marocco le scuole elementari durano 6 anni, le medie 3 anni e le superiori 3 anni. Noi abbiamo frequentato lì le elementari e il primo anno delle medie. Alle elementari studiavamo tutte le materie più importanti e anche il francese che era come la nostra seconda lingua, inoltre studiavamo storia e letteratura araba in un libro che è considerato il più grande di tutti i libri, “Qiraa”. Le classi erano formate da circa 30 bambini e c’erano 2 maestri; in passato poteva capitare che i bambini venissero picchiati, ma quando abbiamo frequentato le elementari noi questo non succedeva, anzi se un maestro picchiava gli alunni veniva mandato via. Noi abbiamo avuto una brutta esperienza delle scuole medie pubbliche: erano gestite male, si studiava poco, non c’era il minimo controllo, gli studenti facevano tante assenze e si comportavamo malissimo. Nelle scuole private la situazione era migliore, ma erano a pagamento. Rispetto all’Italia abbiamo visto delle differenze: in Italia c’è più ordine, non c’è così tanta differenza tra scuola pubblica e privata, ci sono delle regole valide per tutti; in Italia gli insegnanti tendono a comportarsi tutti in un certo modo, anche loro seguono delle regole, invece in Marocco dipende molto da persona a persona. In Marocco esiste una scuola privata che è considerata una delle più belle al mondo, ha insegnanti che vengono da tutto il mondo e chi esce da quella scuola trova subito un ottimo posto di lavoro. Il re adesso sta facendo molto per il mondo della scuola perché vuole che i ragazzi studino il più possibile.
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